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Mukako, la startup che si prende cura dei genitori

“Mukako nasce per prendersi cura dei genitori

Sono queste le parole che risaltano sul sito di Mukako – nome che deriva da un mix di termini finlandesi, che significa “La scatola che ti accompagna” -, startup innovativa, nata nel 2014 da un’idea di Martina Cusano, ex General Manager di Groupalia Italia.

Mukako offre la possibilità alle mamme di comprare online “la scatola del tempo”, ovvero una fornitura di pannolini per il proprio bambino. Dopo il primo acquisto, ogni mese, verrà inviata direttamente a casa la quantità di pannolini ideale per il proprio figlio, grazie a un algoritmo che si basa sul calcolo di peso, data di nascita e sesso.

“Il cuore del nostro progetto è mettere a disposizione un e-commerce capace di unire prodotto e servizio” - spiega Martina -  “In Italia c’è molto da fare in questo ambito ed è questo il motivo per cui ci concentreremo prima di tutto sul nostro Paese, con l’obiettivo di arrivare comunque a sbarcare presto anche in Europa”.

Martina, come nasce Mukako e qual è stata la scintilla alla base di questa nuova impresa?

“Il progetto è nato quando sono diventata mamma. Ho iniziato a capire che il tempo a disposizione per fare tutto ciò che facevo prima stava svanendo improvvisamente e cominciavano a nascere delle esigenze pratiche, legate ad esempio al bisogno di non rimanere senza pannolini. Anche in una città come Milano, infatti, dove tutto è a portata di mano, rispondere a queste necessità richiede comunque un impiego di tempo. Mi sono chiesta, quindi, “Perché non creare qualcosa che possa aiutare le mamme a risolvere le piccole cose, a rispondere alle piccole esigenze quotidiane, dando loro la possibilità di avere più tempo a disposizione anche con i figli?”

Martina Cusano

Martina Cusano, ex General Manager di Groupalia Italia, è una delle due fondatrici di Mukako

Esiste un progetto in particolare a cui ti sei ispirata per dare vita a questa piattaforma?

Avevo parlato dell’idea che iniziava a nascere in me con un’amica e collega, ora mia socia, nata in Finlandia. Lei a quel punto mi ha raccontato subito della baby box, ovvero una scatola di prodotti per il bambino (quasi un kit di “sopravvivenza”) che il governo finlandese offre alla neomamme. E la vera ragione per cui questo box è apprezzato è il risparmio di tempo che le mamme finlandesi possono avere grazie a questa “scatola speciale”. Il dato più interessante (e concreto) è relativo al fatto che il governo finlandese offre in alternativa al box un assegno in denaro, ma questo viene rifiutato poiché viene considerato maggiormente importante la possibilità di risparmiare del tempo, che potrà essere dedicato quindi ai propri figli.

Una volta compresa questa forte esigenza, quali sono stati i primi passi per dare vita all’impresa?

Abbiamo deciso di sviluppare il progetto prendendo in considerazione un solo prodotto (per ora), ovvero i pannolini. I pannolini, infatti, rappresentano una necessità costante per le famiglie con un bambino piccolo e sono un bene “noioso” da comprare anche a causa delle loro dimensioni notevoli (se vuoi fare scorta, ad esempio, devi andare in auto per riuscire a trasportarli).

Ci siamo focalizzate, quindi, su un progetto in grado di unire due elementi fondamentali, prodotto e servizio, e abbiamo realizzato un e-commerce dove è possibile ordinare la propria scorta di pannolini, che verrà consegnata direttamente a casa. Inoltre, grazie a un algoritmo presente nella piattaforma, c’è la possibilità di avere sempre le informazioni aggiornate relative alla taglia del proprio bambino e all’esigenza di pannolini, in base alla sua crescita.

In questo modo, effettuato l’acquisto e sottoscritto un abbonamento, una mamma può tranquillamente (e felicemente) “dimenticarsi” di comprare i pannolini.

Come funziona esattamente la vostra piattaforma?

Una mamma che ha l’esigenza di ricevere i pannolini direttamente a casa può recarsi sul sito e si troverà davanti a un processo d’acquisto costituito da tre step molto semplici: prima di tutto dovrà indicare i dati del bambino (peso, data di nascita, sesso) e in base a questi dati l’algoritmo calcola la taglia e la quantità. Il secondo step, invece, è la scelta della marca e il terzo è relativo alla decisione della durata dell’abbonamento. Prima di ogni spedizione successiva al prima acquisto, l’utente riceverà una mail e potrà decidere di effettuare delle modifiche o delle variazioni.

Oltre ai pannolini, avete in previsione l’aggiunta di nuovi prodotti o di servizi?

I pannolini rappresentano il primo prodotto con cui siamo partiti, ma non ci fermiamo qui. La volontà, infatti, è di aggiungere sempre più prodotti per i più piccoli, sulla linea della baby box finlandese, e poter mettere a disposizione anche il welcome kit per la nascita del bambino.

Vogliamo seguire il filone delle necessità delle mamme, a 360°, ed estendere la piattaforma anche ad altri servizi per cercare di offrire una serie di opportunità in grado di far risparmiare tempo.

Quale sarà il prossimo prodotto che presenterete all’interno della piattaforma?

Tra pochi giorni sarà online il catalogo di prodotti di puericultura. Anche in questo caso, come per la parte relativa ai pannolini, lavoriamo molto sulla necessità di risparmiare tempo e per questo effettuiamo una scrematura e una selezione di tutti i prodotti che riteniamo validi, provvedendo sempre alla redazione di una recensione, che spiega il motivo della nostra scelta e il perché della decisione di proporre un particolare prodotto.

Questa operazione aiuta le mamme nella scelta della soluzione ideale, poiché per ogni prodotto vengono indicati i pro e i contro, rendendo la ricerca molto semplice e veloce.

Quali sono i vostri competitor in Italia e all’estero?

Analizzando il panorama italiano, ci sono vari e-commerce sul mondo bambino, ma pochissimi si occupano di beni di consumo come i pannolini.

A livello europeo, per quanto riguarda il servizio di abbonamento per ricevere i pannolini, il player principale è Amazon, ma non ha un algoritmo focalizzato sulla crescita del bambino e quindi sull’aggiornamento della taglia e della quantità. Inoltre, si tratta di un servizio che in Italia non è ancora attivo.

 

Mukako -screen shot

Diamo uno sguardo dietro le quinte: qual è stato il percorso che ti ha portato fino a qui? Quali sono gli altri membri del team che lavorano con te?

Per quanto riguarda il mio percorso, tutto è iniziato con una laurea in Bocconi, dove ho studiato Finanza. Successivamente ho lavorato a Londra in una grande banca di investimento, ma dopo tre anni ho sentito l’esigenza di cambiare vita, di fare qualcosa di più “operativo” e per poter realizzare questa ambizione ho conseguito un MBA ad Harvard, dove mi sono innamorata del mondo delle startup americane.

Tornando in Europa ho lavorato a Barcellona per i fondatori di Privalia (dove ho conosciuto anche la mia socia, Elisa Tattoni, che rivestiva il ruolo di CFO di Privalia Italia) e ho contribuito alla fondazione di Groupalia, prima in Spagna e poi in Italia. Nel frattempo, sono arrivati i miei due bambini e io ho deciso di dedicarmi totalmente a questo nuovo progetto, Mukako.

Il nostro team, inoltre, vede la presenza di un designer e a breve si aggiungerà una persona che si occupa di comunicazione, per cercare di essere più vicini alle mamme anche attraverso i canali social.

Tu e la tua socia arrivate da due percorsi professionali molto forti: pensi che questo abbia portato dei vantaggi nella creazione di una vostra impresa?

Certamente sì, si è trattato di un aspetto importante. Grazie al nostro percorso, infatti, ci siamo guadagnate la stima di tanti colleghi e di tante persone con cui abbiamo lavorato e si tratta di professionisti che credono nel nostro progetto, investendo in questa impresa il loro tempo e le loro competenze (quindi parliamo di un investimento non a livello economico).

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro di Mukako?

Vogliamo diventare una piattaforma al completo servizio della mamma.

Oggi ci stiamo concentrando sulla fascia di bambini da 0 a 3 anni, ma prevediamo di estendere la linea di prodotti ad altre fasce d’età. Inoltre, vorremmo concentrarci non solo sui beni di consumo, ma anche sui servizi, poiché questo è il nostro focus, ovvero l’unione di prodotto e servizio.

 

 

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Pubblicato il:

05 giugno 2015


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