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Perchè Flazio ha restituito i soldi pubblici

“Avremmo potuto non restituirli, ma abbiamo scelto di farlo. Il finanziamento ci è stato utilissimo per partire e per consolidarci sul mercato italiano, che ha risposto positivamente all’utilizzo della nostra piattaforma permettendoci di crescere di quasi +300% anno su anno”.

 

 

Così Flavio Fazio, co-fondatore della start up Flazio.com spiega a Startupbusiness la ragione della scelta che la sua azienda ha fatto nel restituire il capitale ricevuto nel 2012 sotto forma di finanziamento pubblico da parte della Provincia di Catania. Si trattò di un finanziamento complessivo di 400mila euro di cui il 70% sottoscritto dall’ente pubblico (280 mila euro) e il 30% da privati che restano nella compagine della startup, e gestito da un punto di vista tecnico da Zernike Meta Ventures. I 280mila euro, il 70% dell’investimento che nel 2012 riguardò il 33% dell’equity (quindi il 70% di 400mila è pari a quello che al momento dell’investimento fu valutato il 23% della società), sono stati interamente ripagati alla Provincia di Catania.

L’operazione ha fatto contenti tutti: la Provincia che per una volta è rientrata dell’investimento fatto, gli altri investitori che sono rimasti nella compagine di Flazio dimostrando così convintamente di credere nelle prospettive di crescita future, e i soci fondatori che in questo modo hanno ora maggiori margini di manovra per fare ulteriormente crescere il progetto anche con l’ingresso di nuovi investitori.

 

flazio“Abbiamo già ricevuto manifestazioni di interesse da potenziali nuovi finanziatori sia italiani sia internazionali – conferma Flavio Fazio – Un interesse non meramente finanziario, poiché coinvolge soggetti operanti in settori a forte sinergia, aprendo quindi a importanti opportunità di partnership industriali. Flazio.com dimostra oggi che quando si mettono in campo doti come innovazione, competenza e determinazione, anche un territorio complicato come la Sicilia può produrre frutti inaspettati”.

 

 

L’investimento del 2012 ha permesso a Flazio di sviluppare la piattaforma tecnologica, facendo crescere il gruppo a più di 20 unità tra collaboratori interni ed esterni, di cui 10 a tempo indeterminato.

 

start up flazio

 

“Il fenomeno del riacquisto delle quote societarie (detto buy back, ndr.), specie nell’universo startup, è una rarità – aggiunge il co-fondatore – Questa azione è frutto di una scelta ponderata in un momento in cui l’azienda, che aveva già raggiunto il break-even dopo appena 2 anni di attività, gode anche della finanza necessaria per il riacquisto, e grazie al quale beneficia ora di una maggiore indipendenza. Teniamo molto al nostro progetto e abbiamo voluto eliminare una variabile di incertezza, avevamo la liquidità per completare l’operazione e abbiamo proceduto”.

 

La start up Flazio è riuscita a ritagliarsi una interessante posizione di mercato confrontandosi con multinazionali che hanno a disposizioni capitali di marketing da capogiro, ha conquistato tantissimi clienti italiani e stranieri: più di 210mila siti sono stati realizzati attraverso la piattaforma. La startup ha investito molto in innovazione introducendo funzionalità che hanno avuto anche un certo eco mediatico, pure sulla stampa internazionale come per esempio l’invenzione del ‘Sito in un clic’, che consente a chi ha un profilo social di realizzare un sito web in pochi secondi fino alla recentissima introduzione del ‘Site Builder Builder’, un prodotto in grado di generare dei veri e propri cloni personalizzati del portale Flazio.com: una possibilità per tanti freelance e web agency che possono creare la propria piattaforma di siti fai-da-te ed entrare sul mercato in tempi brevissimi.

 

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Pubblicato il:

08 dicembre 2016


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