Smart city, per il fondatore di Airlite attirano innovazione

Il tema delle smart city – innovazioni e tecnologie destinate a renderle più efficienti e sostenibili –  è uno dei pilastri del futuro urbano.

In questo video, Emil Abirascid intervista Antonio Cianci, co-fondatore e Ceo di Airlite, startup che ha inventato una rivoluzionaria pittura che pulisce l’aria dagli inquinanti, nonchè presidente della Air quality alliance, il quale lo scorso luglio ha organizzato il primo evento internazionale focalizzato sulla qualità dell’aria nelle città “Smart Cities Against Pollution”.
Cianci sottolinea come per le città odierne, sempre più grandi (ospitano il 50% della popolazione mondiale, Pechino ha 30 milioni di abitanti, Città del Messico 28 milioni) sia indispensabile diventare “intelligenti” affinché possano essere gestite ed essere confortevoli sotto ogni punto di vista per chi le abita.

Le città devono necessariamente essere smart, e di conseguenza sono anche attrattori d’innovazione, dice. E in ambito italiano, Milano, grazie alla riconquistata visibilità internazionale ottenuta con Expo, può ambire a diventare un punto di riferimento tra le smart city mondiali.

  • Un punto di vista in linea con quanto affermato in questa video intervista anche da Giacomo Biraghi, esperto in politiche di sviluppo urbano, che ci aveva parlato del ruolo delle nuove città come attrattori di talenti e startup.

 

Airlite, scaleup italiana per la smart city

Airlite, la società ormai scaleup, di cui Antonio Cianci è co-fondatore con Massimo Bernardoni, ha sviluppato un nuovo prodotto per verniciare diversi tipi di superficie, tipicamente case e grandi, esternamente o internamente, che praticamente mangia lo sporco dell’aria, depurandola dall’88,8% dell’inquinamento presente.

Sicuramente una soluzione molto smart, una potenziale rivoluzione per le città di tutto il mondo. Un esempio? Prendendo una palazzina di 7 piani, e dipingendone l’esterno con la vernice innovativa, nel giro di 12 ore si eliminerebbe l’inquinamento prodotto da 70 macchine a gasolio. O meglio: ogni 100 metri quadrati di prodotto steso su di una superficie abbattono i gas emessi da 12 autovetture. Lo stesso vale per gli interni: il biossido di titanio, a contatto con l’aria, ne ionizza gli elementi inquinanti, trasformandoli in molecole di sali di calcio, facilmente smaltibili. Non solo: all’interno degli edifici catturare batteri e sporco permette anche di eliminare o attutire fortemente, ad esempio, l’impatto del fumo.

Infatti, Airlite, ha già un suo mercato, è una società che cominciato quasi subito a fatturare, ma è anche riuscita ad ottenere oltre 2 milioni di venture capital per accelerare la crescita e oggi è già entrata in mercati esteri come Messico, Thailandia, Uk, Emirati Arabi, Turchia, Australia.

Une bella sintesi della sua storia in questo articolo sul sito Vertical Innovation, iniziativa di IDM (Investment Consulting & Promotion) del Sud-Tirol Alto Adige, regione in cui Airlite produce la pittura attraverso la startup innovativa Advanced Materials.

 

 

 

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Pubblicato il:

14 ottobre 2016

Categorie:

Global Founders, Video


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