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L’idea innovativa da sola vale zero, lo sanno bene le startup

L’innovazione va gestita e condivisa, ciò che fa la differenza è la capacità di esecuzione che si sviluppa in processi, accorgimenti, esperienza, azioni

Pubblicato il 29 Mar 2023

Il valore delle idee innovative: mito o realtà?

Da sempre l’immagine prototipica di fare startup è rappresentata da un gruppo di ragazzi, magari universitari, che hanno un’idea geniale scaturita come la mela di Newton o il flusso canalizzatore della DeLorean del dott. Emmett Brown in Ritorno al futuro, e la partoriscono dentro un garage all’americana.

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Mai come oggi tutto questo è lontano dalla realtà. Avere infatti una idea innovativa da sola non basta a trasformarla in una azienda innovativa, sia se si tratti di un prodotto che di un servizio. Provate a sentire un acceleratore o un venture capitalist: ricevono settimanalmente centinaia di pitch o richieste e, come per un prete in confessionale quando sente di peccati lussuriosi, la frase accompagnatoria “un’idea che rivoluzionerà il mercato e il modo di fare…” suonerà tediosa, banale e calcata.

Trasformare le idee innovative in un business di successo

Se si facesse la domanda su come trasformare un’idea innovativa in un business di successo a un investitore, a un CEO, a un CFO e a un advisor, ognuno darebbe una risposta diversa e il risultato sarebbe quello di una barzelletta. E tra le diverse incognite, ovviamente, troveremmo anche il territorio di provenienza e il settore. Questo perché a oggi ci sono svariati modelli innovativi e con loro tante varianti. L’idea innovativa deve essere accompagnata da altro. Oggi ci sono differenti strumenti utili come punto di partenza: in primis la conoscenza di diversi framework, benchmark e case study – come quelli evidenziati e riassunti nella Strategia Oceano Blu -, poi l’utilizzo di alcuni strumenti come l’analisi S.W.O.T., teoria delle cinque forze di Porter e matrice TOWNS, un modello di management come gli OKR, KPI, indici e metriche come il ROI, ROE, ROAS e ROS.

Innovazione e valore: l’implementazione è più importante dell’idea

In un mercato globale come quello in cui viviamo, ricercare nuove soluzioni tecnologiche per competere e crescere è il leitmotiv di diverse aziende e professionisti. Eppure le stesse big tech lamentano la fama di essere degli elefanti, lente e goffe nell’innovare i loro processi. Alcuni danno la colpa al management, altri alla cultura aziendale, altre volte le stesse policy di sicurezza aziendale impedirebbero agli stessi sviluppatori di accedere a qualsiasi sito o tool, e quindi, performare e innovare.

Inoltre, se non basta solo l’idea, molto spesso nemmeno la strategia atta a svilupparla potrà trasformarla in un business vincente. È qui che entra in gioco l’implementazione della strategia: concentrarsi sull’execution della strategia affrontando chi, quando, dove, come e quali obiettivi possono essere raggiunti. La modalità di messa in atto del piano infatti è sempre delicata e dovrà poi seguire fasi di audit interno, ovvero di controllo e verifica delle performance. Nel proprio business plan, infatti, dovranno comparire anche kpi previsionali o kpi che per esempio si concentrano sulla sull’Environmental, Sostenibilità e sulla corporate Governance (ESG).

Idee innovative: da sole non bastano, ecco cosa serve per farle diventare redditizie

Ora, per far diventare redditizia un’azienda attraverso una idea innovativa che viene sviluppata a sua volta da un’analisi di mercato e accompagnata attraverso la messa a punto di un piano strategico seguito dalla sua implementazione, tale ottimizzazione per avere margini di entrate più redditizi avrà bisogno anche di altre strategie parallele – quelle ovviamente di vendita – tramite l’implementazione di un marketing plan e magari di un Customer Journey. Questi due piani saranno utili sia per il rapporto con i propri early adopter, sia per ampliare le strategie di vendita, come il cross, up e down selling.

E poi saranno necessari i finanziamenti e gli investimenti: come accennato, l’idea per diventare business e quindi per costituire la startup o azienda innovativa che la renderà redditizia ha bisogno di capitali, e se non provengono da amici o parenti, veicoli come il crowdfunding, i prestiti bancari, gli acceleratori, incubatori, startup studio, fondi pubblici e privati (es. il venture capital) saranno necessari. Per non parlare poi delle fasi successive a quelle pre o seed, ovvero di quando l’azienda comincerà a scalare.

Innovazione e imprenditorialità: perché servono

L’imprenditorialità senza innovazione e viceversa non può avere un futuro. L’imprenditore se non innova la propria offerta di business infatti prima o poi sarà divorato dal primo competitor di turno. Lo stesso vale per l’innovazione che non abbia alle spalle un imprenditore con un know-how ed expertise solide, la competenza nel settore e mercato di riferimento. Ecco perché in un mondo sempre più tech la figura dell’imprenditore digitale sta ottenendo tante sfaccettature. E così in molti si stanno improvvisando o autoproclamandosi tali, senza avere però quelle skill necessarie e utili a portare una startup in una scaleup, exit o IPO.

Il valore delle idee innovative nel mondo delle startup: analisi e consigli

In un Paese come il nostro le idee innovative non mancano. Quanto si sente parlare della fuga di cervelli, di aziende e startup italiane che fondano le loro sedi all’estero ma aprano sedi operative in Italia per il nostro know-how, o di startup acquisite da realtà internazionali. Il dato che ne emerge non riguarda il valore delle nostre idee, quanto invece le normative e istituzioni che non riescono ancora a creare un substrato favorevole, come avviene negli altri Paesi – anche se sembra che l’ultima agenda dell’attuale governo non stia perdendo il focus, ma lo vedremo. L’idea per essere validata deve essere ascoltata. Avere un networking e saperlo creare e poi gestire, essere credibili senza tradire i propri stakeholder e shareholder con il valore, vision e mission iniziali, è sempre un buon metro di paragone. Da non dimenticare il concetto di value innovation, ovvero quell’aumento di valore che apre uno spazio nuovo di mercato, inesplorato, poiché non consiste nell’abbattere la concorrenza, bensì a neutralizzarla.

Come distinguere un’idea innovativa da una che non lo è

L’idea innovativa per essere tale deve essere scalabile, ripetibile e in questo deve riuscire ad anticipare i trend del mercato. Oggi si parla di open innovation, ovvero, prendendo le parole dell’economista statunitense Henry Chesbrough: “Open innovation is the use of purposive inflows and outflows of knowledge to accelerate internal innovation, and expand the markets for external use of innovation, respectively”. E qui si gioca proprio la partita del management che deve essere, sì blindato all’esterno a livello di privacy e security per il risk management, ma anche aperto ai funnel. Ecco che un’idea innovativa anche se diventa realtà e quindi nella costituzione di un’azienda che la sviluppi attraverso un prodotto o servizio, dovrà sempre fare i conti con l’innovazione, perché la sua scalabilità non sarà dovuta solo ai processi, alle vendite e profitti, ma pure all’evoluzione stessa del prodotto e servizio, come dei mercati da aggredire.

Idee innovative nel mercato attuale: sfide e opportunità per le startup

Oggi una delle sfide più importanti delle startup è proprio il settore e mercato da aggredire. Oggi la pandemia e poi la guerra, con gli effetti della stagflazione e ora delle crisi bancarie, vedono alcuni settori decrescere e altri invece confermarsi come opportunità: se da una parte il delivery, con la sua variante del food ha visto l’effetto boomerang in una prima escalation, come sta avvenendo anche nella smart mobility per i tira e molla normativi dettati dall’UE e stati membri, il settore del green tech, con le sue varianti dell’energy, clima e clean tech sta avendo forti investimenti, come le certezze del deep tech e health care.

Il valore delle idee innovative: la realizzazione è il motore del successo

Molto spesso si dice che le startup vendano prima il prodotto e poi strutturino il processo. Quest’affermazione non è del tutto vera. Le startup per aggredire il mercato, e grazie alla loro natura dinamica del proprio core business e cultura della popolazione aziendale, riescono in breve tempo a dare nuova linfa al proprio servizio o prodotto. Prendiamo per esempio il caso di Illiad: grazie a un tipo di offerta smart, uguale per tutti i clienti e con la stessa fascia di prezzo per tutta la durata del contratto, è riuscita ad aggredire il mercato delle telco perché ha creato non un nuovo prodotto o servizio, ma perché ha innovato nel messaggio che voleva trasmettere ai propri clienti, quindi il processo e metodo. Le sue competitor non avrebbero mai potuto farlo, proprio perché, come nel caso delle big tech e corporate, hanno oramai dei processi strutturati e servizi fidelizzati.

Come nella musica con 7 note, come nella pittura ed arti grafiche con 7 colori, così nel mercato l’innovazione avviene attraverso le sue sfaccettature, partendo sì dall’idea, ma attraverso la messa in atto dei suoi e diesis e bemolle e chiaroscuri. Per farlo, bisogna saper gestire e condividere l’idea di partenza, come a un concerto o mostra. (Foto di Sascha Bosshard su Unsplash )

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